lunedì 16 agosto 2010

Difendiamo la Valle dell’Erno! Il 23 agosto Assemblea pubblica alle ore 21 a Lesa presso la Sala Pertini

«Non possiamo permettere che il nostro territorio sia solo un’occasione per fare affari. Proviamo a costruire un movimento che si opponga alla devastazione della nostra Valle». Così si apre il volantino con il quale l’Associazione Lesa nel Cuore convoca un’assemblea pubblica per denunciare il rischio della devastazione della Valle dell’Erno e tentare di costruire un argine di resistenza. Il volantino è esplicito e riprende parte degli argomenti già pubblicati sul mensile dell’Associazione: «Se non ci muoviamo la nostra Valle verrà interessata da lavori devastanti che cambieranno per sempre lo stato dei luoghi. Ciò non accade per utilità sociale, ma a vantaggio di un gruppo di privati che, prelevando l’acqua del torrente Erno, intendono produrre energia elettrica da rivendere sul mercato. Anche se ci dicono che ormai tutto è deciso non vogliamo restare immobili senza far niente. Vogliamo verificare se riusciamo a trovare altra gente, tanta, che abbia la voglia e il coraggio di muoversi per sviluppare una grande mobilitazione in difesa della nostra valle. Non chiediamo a nessuno quale sia la sua idea politica o da dove arrivi, non ci interessa. Quel che chiediamo è la sua disponibilità a mettersi in gioco, a perdere qualche giornata, a organizzare presidi, iniziative, proteste che possano cambiare quello che sembra inevitabile. Quando le popolazioni si muovono indifesa del proprio territorio a volte riescono a cambiare lo stato delle cose esistenti. Bisogna crederci. Possiamo ancora ributtare indietro i voraci invasori che in nome del profitto si stanno impadronendo della nostra valle e del nostro torrente e per far questo i canali istituzionali non bastano. Ci sono battaglie che vanno date anche quando tutto sembra deciso, anche a costo di perderle. Non è tempo di tentennamenti né di distinzioni. O ci si muove o sarà troppo tardi. Un giorno, nel futuro, forse qualcuno chiederà conto del nostro comportamento e ci dirà: «Com’è potuto accadere che qualcuno si impossessasse della nostra acqua, devastasse il nostro territorio, cambiasse la natura della nostra Valle?». In quel momento potremmo raccontare che abbiamo provato a resistere ma abbiamo perso, oppure potremmo raccontare tutti insieme che un giorno di fronte all’insipienza e alla pavidità delle istituzioni la gente che abita in queste zone ha deciso di non regalare il proprio futuro a nessuno e ha cominciato a muoversi. Proviamoci».

lunedì 9 agosto 2010

Difendiamo la Valle dell’Erno! Il numero di agosto del giornale di “Lesa nel Cuore” si apre con questo appello

«Non possiamo permettere che il nostro territorio sia solo un’occasione per fare affari. Proviamo a costruire un movimento che si opponga alla devastazione della nostra Valle?. Difendiamo la Valle dell’Erno». L’appello appare ben evidente sulla prima pagina del nuovo numero del mensile “Lesa nel Cuore” che viene distribuito in questi giorni in tutte le case. Ad accompagnarlo e a chiarirne maggiormente il senso c’è un articolo del capogruppo di Lesa nel Cuore, oltre che direttore dello stesso giornale, Gianni Lucini che si riporta di seguito:
«Nei giorni scorsi ineffabili rappresentanti di una ditta titolare della concessione di captazione delle acque dell’Erno si sono presentati sul territorio del nostro Comune per dare il via a una serie di procedure destinate a garantire l’avvio dei lavori per una o più centraline nella Valle dell’Erno. Da quello che si è potuto apprendere sembra che si siano presentati con un decreto di occupazione d’urgenza emesso dalla provincia del VCO la cui titolarità parrebbe dubbia alla luce del fatto che noi siamo in un’altra provincia. Con l’arroganza che contraddistingue chi sa di poter fare quello che vuole hanno comunicato ai proprietari che i lavori dovrebbero partire il 1° settembre. Si tratta di lavori devastanti che cambieranno per sempre lo stato dei luoghi. Qual’è l’utilità sociale di questi lavori? Nessuna. Si tratta di un’operazione destinata a favorire un gruppo di privati che, prelevando l’acqua del torrente Erno, intendono produrre energia elettrica da rivendere sul mercato. Il Comune di Lesa, dimostrando una pavidità esemplare, s’è ben guardato dal fermare la procedura limitandosi a chiedere un “miglioramento” del sistema viario o poco più. Da giorni molte persone mi avvicinano chiedendo che cosa si può fare e se è vero che ormai è tutto deciso. La risposta è articolata e apparentemente contraddittoria. È vero che tutto è deciso ma non è vero che non si può far niente. Per esempio si potrebbe trovare il coraggio di muoversi e sviluppare una grande mobilitazione in difesa della nostra valle. Certo, occorre avere la disponibilità a mettersi in gioco, a perdere qualche giornata, a organizzare presidi, iniziative, proteste che possano cambiare quello che sembra inevitabile. Quando le popolazioni si muovono indifesa del proprio territorio a volte riescono a cambiare lo stato delle cose esistenti. Bisogna crederci. Personalmente sono disposto ad allearmi con il diavolo se questo può servire a ributtare indietro i voraci invasori che in nome del profitto si stanno impadronendo della nostra valle e del nostro torrente. Non posso farlo da solo e i canali istituzionali non bastano. Ci sono battaglie che vanno date anche quando tutto sembra deciso, anche a costo di perderle. Non è tempo di tentennamenti né di distinzioni. O ci si muove o sarà troppo tardi. Un giorno, nel futuro, forse qualcuno chiedendo conto del nostro comportamento ci dirà: «Com’è potuto accadere che qualcuno si impossessasse della nostra acqua, devastasse il nostro territorio, cambiasse la nature della nostra Valle». Ecco, io in quel momento vorrei raccontare che ho provato a resistere, a cambiare il senso di una storia che non mi piaceva, anche se ho perso. Oppure potremmo avere un’altra narrazione. Potremmo raccontare tutti insieme che un giorno di fronte all’insipienza e alla pavidità delle istituzioni la gente che abita in queste zone ha deciso di non regalare il proprio futuro a nessuno e ha cominciato a muoversi. Io sono qui. Chi crede che forse ha ancora senso non delegare a nessuno il proprio futuro e vuole provare a difendere la Valle dell’Erno può scrivere a lesanelcuore@libero.it o parlarmi direttamente se m’incontra per strada. Una moltitudine nasce sempre dalla somma di una persona con un’altra persona con un’altra persona e via all’infinito. E le moltitudini a volte cambiano la storia...»