mercoledì 27 aprile 2011

Non è cambiata la situazione ma i lavori sono ripresi

Da ieri gli invasori della Valle dell'Erno sono di nuovo al lavoro. Nello specifico procedono a consolidare la ferita lasciata sulla parete dallo scavo con calcestruzzo. Né la baracca di cantiere nè il WC sono accessibili. Probabilmente nessun imprenditore edile potrebbe lavorare in queste condizioni. È mai possibile che le regole per loro non valgano?

venerdì 22 aprile 2011

Nella Valle dell'Erno, invasori fermi in attesa degli scalini...

Ecco la soluzione! Dopo le segnalazioni agli enti competenti in materia di sicurezza sui cantieri gli invasori della Valle dell'Erno hanno (momentaneamente?) sospeso i lavori in attesa di risolvere il problema dell'accesso alla baracca di cantiere e al WC. Scartata la possibilità di dotare tutti gli operatori di un robusto paio d'ali hanno cominciato a costruire una scala in legno. Dopo aver messo i primi scalini però da qualche giorno non si fanno più vedere. Due le ipotesi: è finito il legno o gli enti preposti alla vigilanza hanno ritenuto che la soluzione non fosse quella giusta....


PS: i buontemponi che pensano bene di minacciarci, insultarci o anche solo di mandarci affanc.... nei commenti avranno già capito da soli che è inutile. I loro messaggi si perdono nel nulla, esattamente come il loro tempo...

lunedì 18 aprile 2011

Baracca di Cantiere e WC tre metri sopra... il cielo

Nel cantiere degli invasori della Valle dell'Erno la baracca di cantiere e il wc sono stati posati a tre metri d'altezza sopra lo sbancamento, mentre la recinzione è chiusa da "solidissimi" pezzi di legno legati con fil di ferro. Oggi abbiamo segnalato la cosa agli organismi competenti...

Chiusura notturna del Pronto Soccorso di Arona. Mercoledì 20 c'è l'assemblea pubblica

Mercoledì 20 aprile, alle ore 21, presso la Sala dell'ex Società Operaia di Lesa si discute in Assemblea della chiusura notturna del Pronto Soccorso di Arona. Sarà presente anche il il Commissario dell'ASL NO, dott. Gaetano Cosenza.
Noi ci saremo

mercoledì 13 aprile 2011

Materiale radioattivo depositato a Ispra: vorremmo saperne di più

«Nel Centro ex Euratom di Ispra, dopo lo spegnimento dei due reattori nucleari, c’è un deposito di qualche migliaio di metri cubi di materiale radioattivo la cui esistenza spesso non risulta dalle statistiche pubblicate a causa dell’extraterritorialità del Centro stesso. Se tutto va bene dovrebbe essere smaltito nel 2025. È inutile spiegare perché questo fatto ci preoccupi visto che Ispra confina, via lago, con il nostro territorio comunale. Vorremmo sapere se anche l’Amministrazione Comunale ha le stesse nostre preoccupazioni, quale conoscenza ha della situazione e, soprattutto, se nel nostro Piano di Protezione Civile si è tenuto conto di questo fatto». Così Gianni Lucini, capogruppo di Lesa nel Cuore, spiega la decisione del suo gruppo di presentare un’interrogazione sull’argomento. Il testo è il seguente:

«I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "Lesa nel cuore" Gianni Lucini, Mario Conterio, Celestina Diana e Tiziana Tozzi,

ricordano che

• il 13 aprile 1959 a Ispra, proprio sulla sponda del Lago Maggiore di fronte al nostro Comune, veniva inaugurato il primo reattore atomico costruito sul suolo italiano, il CP-5 ribattezzato successivamente Essor;

• negli anni successivi al primo venne affiancato un secondo reattore, l’Ispra 1;

• oggi entrambi i reattori risultano spenti;

• nonostante l’abbandono del progetto nucleare la procedura di smaltimento delle scorie è ancora lontana dall’essere completata anche se Ispra non viene talvolta inserita nell’elenco dei siti conteggiati dai censimenti ufficiali a causa dell’extraterritorialità del Centro, ex Euratom e oggi Joint Reasearch Centre;

• dai dati ufficiali nel centro di ricerca di Ispra risultano depositati oggi circa 2600 metri cubi di materiale radioattivo contenuti in fusti bitumati o cementati;

• proprio per questa “ingombrante” presenza il Comune di Ispra ha recentemente ottenuto 2 milioni di Euro a titolo di risarcimento e per la stessa ragione analoga cifra sarebbe toccata alla Provincia di Varese;


osservano che

• come dimostra il recente incidente di Fukushima la radioattività non è mai troppo rispettosa dei confini amministrativi o naturali;

• tra noi e l’area del Centro ex Euratom di Ispra la linea di confine è impalpabile e corre lungo la superficie del lago.

Per queste ragioni rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere


• se sia a conoscenza della questione;

• se esista un rischio reale o ipotetico di contaminazione radioattiva del nostro territorio comunale;

• se si sia tenuto conto della presenza di un deposito di materiale radioattivo in un comune confinante nell’elaborazione del Piano per la Protezione Civile del nostro territorio;

• quale sia la sua opinione e quali iniziative intende assumere».

Miracolo! È tornato lo striscione...

La ruspa degli invasori ha dato un primo colpo di pala alla collina per tentare l'allargamento della strada e, come per magia, è... ricomparso lo striscione. Non ci si cancella così facilmente...

martedì 12 aprile 2011

Tolto anche il secondo striscione. Questa volta chi l'ha fatto ne risponde...

Qualcuno ha tolto anche il secondo striscione. Nel frattempo è stato esposto il cartello con il progetto all'angolo di via Belvedere. Da parte dell'impresa si sta delimitando l'area dove c'era il 2° striscione. Una sola osservazione: questa volta la denuncia per distruzione di stampato (codice penale) non gliela toglie nessuno...

domenica 10 aprile 2011

Un nuovo striscione all'imbocco della Valle dell'Erno

All'imbocco della Valle dell'Erno c'è un nuovo striscione. È su proprietà privata ed è stato messo con l'autorizzazione dei proprietari. Chi lo toglie questa volta forse (anzi, senza forse) commette più di un reato. Uomo ( e donna) avvisati mezzi salvati...

giovedì 7 aprile 2011

La chiusura notturna del Pronto Soccorso di Arona complica un problema esistente

L’anno scorso Lesa nel Cuore in un’interpellanza ricordava come nella zona del basso Lago Maggiore e di parte del Vergante nel corso degli anni si fosse sviluppato un movimento tendente a ottenere il potenziamento dei servizi di Pronto Soccorso dell'Ospedale di Arona a fronte delle varie ipotesi di riduzione sostenute dalle Giunte Regionali che si erano succedute negli anni. Oggi, di fronte alla chiusura notturna dello stesso, ripropongono la questione all’attenzione del Consiglio comunale con un’interpellanza il cui testo si riporta di seguito: «I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "Lesa nel cuore" Gianni Lucini, Mario Conterio, Celestina Diana e Tiziana Tozzi, vista

  • - la decisione di chiudere nelle ore notturne il Pronto Soccorso di Arona che priva la nostra zona di un importante presidio;
dato atto

  • - che il Comune di Lesa nelle dichiarazioni ufficiali ha sollevato obiezioni interessanti e condivisibili sulla decisione;
riprendendo una precedente interpellanza sullo stesso argomento nella quale si ribadiva come

  • - nel corso degli anni si sia sviluppato un movimento tendente a ottenere il potenziamento dei servizi di Pronto Soccorso dell'Ospedale di Arona a fronte delle varie ipotesi di riduzione sostenute dalle Giunte Regionali che si sono succedute negli anni;

  • - per qualche tempo al fianco del Comitato si siano schierate anche le amministrazioni comunali; - in seguito alla pressione combinata di Comitato ed Enti Locali il 15 dicembre 2003 la Regione Piemonte riconosceva l'acquisto di casa Bocchetta con una spesa di € 1.490.334,75 con lo scopo di ampliare l'ospedale e potenziare il Pronto Soccorso.

  • - oggi, a distanza di anni, il problema di un efficiente Pronto Soccorso in grado di coprire le esigenze della nostra zona resti ancora aperto, visto che la citata casa Bocchetta non è ancora stata ristrutturata mentre l'enorme impiego di risorse impegnate sull'ospedale di Borgomanero non ha risolto il problema del Dipartimento d'emergenza, dove talvolta si fanno attese lunghissime , né quello delle urgenze chirurgiche

rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per chiedere


se non sia il caso di rendere più incisiva l’azione promuovendo con urgenza una serie di iniziative anche pubbliche per chiedere la revoca della decisione eventualmente coinvolgendo anche il tutt'ora esistente Comitato "Salviamo il pronto soccorso"»

lunedì 4 aprile 2011

Un pezzo di strada è crollato. L’avevamo detto: il territorio della Valle dell’Erno è fragilissimo…

Sembra quasi che la Valle dell’Erno voglia dare un avviso, forse l’ultimo?, agli invasori che, se e quando riprenderanno i lavori, dovrebbero realizzare la Centrale della Gator. Nei giorni scorsi un tratto della strada, lo stesso di cui avevamo segnalato l’inizio di un cedimento ai giornalisti arrivati alla nostra assemblea del 19 marzo, è parzialmente franato. È immediatamente successivo all’area di cantiere e risente delle vibrazioni delle macchine di movimento terra che hanno operato in zona fino alla sospensione dei lavori. Dal 1° aprile (sembra uno scherzo, ma non lo è) la strada è stata chiusa al traffico veicolare a partire da quel punto con una apposita ordinanza che riportiamo a lato. Nella foto sotto si può vedere il luogo dove è avvenuto il cedimento della strada. Fermiamo la costruzione della Centrale.


Chi ha paura dello striscione?

Sabato mattina all'imbocco della Valle dell'Erno sulla collina a destra, in un terreno abbandonato e più volte messo all'asta è comparso uno striscione con la scritta "No alle centrali". Grande, ben visibile dalla provinciale che collega Lesa con Massino Visconti ha fatto bella mostra di sé solo per... 48 ore. Questa mattina qualcuno, forse più realista del re, ha pensato bene di toglierlo e portarselo via.

Quando si comincia ad avere paura degli striscioni significa che non si ha più tanta fiducia in sé stessi...