mercoledì 3 dicembre 2014

Da dove arriva la ghiaia che ha sommerso la Foce dell'Erno?

L'articolo dedicato da "La Prealpina
A seguito delle piogge torrenziali dei giorni scorsi la Foce dell'Erno è stata letteralmente sommersa da una quantità impressionante di ghiaia. Per mole e caratteristiche è difficile pensare che essa sia l'oggetto di un "normale" trascinamento a valle dei detriti che si sono accumulati nel letto del torrente. Da dove arriva allora? Noi non lo sappiamo ma vorremmo riportare alla mente l'allarme (a futura memoria) lanciato nel 1996 dall'allora Sindaco Gianni Lucini, da Legambiente e dall'allora Consigliere Comunale con delega all'ambiente e al territorio Alessandro Tibaldi, geologo. L'amministrazione comunale di Lesa dell'epoca denunciò la presenza di un deposito di circa 300.000 metri cubi di materiale inerte proveniente dagli scavi per il tunnel dell'autostrada in località Maglio Nesso, un luogo a picco sull'Erno sito nel comune di Brovello Carpugnino. Si trattava di una sorta di "panettone" artificiale a rischio di dilavamento. In una lettera ufficiale Lucini e Tibaldi scrivevano «...tenendo conto che la discarica presenta alcuni fenomeni limitati (per ora) di erosione accelerata nella scarpata basale, nonchè il fatto che come pendenza della superficie libera del deposito è stata scelta proprio quella massima consentita, non può essere completamente scartata a priori l'ipotesi che, in caso di eventi metereologici particolarmente intensi il fianco della discarica possa attivarsi più estesamente verso valle scivolando sul fondo dell'Erno ostruendolo.... Son passati gli anni. Non è stato fatto nulla e la quantità di ghiaia arrivata a Valle potrebbe essere il segno dell'inizio dello scivolamento...

La lettera di Lucini e Tibaldi pubblicata da "Lesa e frazioni"